L’etimologia del termine “strozzapreti” è sconosciuta, tuttavia la leggenda vuole che le donne del paese preparassero per i preti la pasta fatta in casa e che i mariti, evidentemente di estrazione anticlericale, augurassero al malcapitato di strozzarsi.
La sua particolarità è quella di essere stesa con il ferro o con stecca sottile di una pianta chiamata gutimo in dialetto calabrese.
Si consiglia di gustarla con sughi ricchi e saporiti.
Ingredienti: Semola di grano duro ed acqua.
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